Un pomeriggio apatico nella mia piccola stanzetta che sembra un confetto. Il mio piccolo mondo in cui stare quando,come oggi,mi sento apatica.
Ho un esame alle porte e non riesco nemmeno vagamente a concentrarmi sullo studio.
Non riesco a concentrarmi su nient'altro,in verità.
Non so se accada anche a voi di sentirvi sospesi. Mi sento sospesa tra i 'dovrei' e i 'potrei'. Mi sento galleggiare a mezz'aria osservando distrattamente la mia vita senza poter in alcun modo parteciparvi.
Molti anni fa,soffrivo di un disturbo di tipo alimentare.
Molti anni fa, ero una ragazzi preoccupata per il suo aspetto non tanto per pura vanità ma per una serie di insicurezze che mi riusciva facile scaricare sul cibo e sul corpo. Bella scusa per evadere dalla realtà.
Oggi sono ben lontana da quella ragazzina eppure,come dicevo nel mio primo post, il cibo ed il mio corpo continuano ad essere pensieri ricorrenti di rammarico e sconforto.
L'accettazione sociale,i corteggiatori, le rose e i cioccolatini (etc etc etc) non servono ad un bel niente con le ragazze che come me hanno qualche rotella fuori posto.. Non si esce mai da certe logiche per quanto si possa imparare a conviverci e a restituire a certe soddisfazioni il giusto 'peso'.
Non sono 'ana' nè 'mia'. Nè tantomeno malata di DCA.
Ma capisco bene cosa voglia dire sentirsi soffocare e cercare una via d'uscita nell'unico aspetto che sembra poter essere sottoposto al nostro controllo.
Non giustifico gli enormi sacrifici,le thinspo, i decaloghi per non mangiare, il vomito autoindotto e comportamenti simili. Però, guardandoli, sono ben conscia che una vocina dentro di me sorride e si sente crescere, facendomi accarezzare il desiderio di ritornare a certi pensieri..
Molta attenzione, ragazze, se non avete ancora trovato la vostra identità e state ancora litigando con le misure adolescenziali. Molta attenzione, genitori, se i vostri figli appartengono alla condannata 'generazione Narciso' (com'è definita dalla moderna psicologia).
La pressione sociale non sarà mai forte quanto quella che si è in grado di crearsi da soli.
Buona giornata a chiunque si trovasse ad aver letto fino alla fine del post =P
mercoledì 13 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
Ciao!
Come si comincia un blog?
Come si può dare la priorità ad un elemento quando si affollano milioni di parole tutte di eguale importanza? Come pretendere di essere chiari se l'intento non è chiaro nemmeno a noi stessi?
Vorrei un blog per poter dar voce ad una piccola eppure presente parte di me.
Quella parte un pò insana e malata che mi pungola alla vista di una ragazza magra.
Si badi che sono mediamente carina e intelligente,ho successo sia negli studi che nella vita sentimentale.
Eppure non sono pienamente soddisfatta del mio aspetto.
Questo blog nasce per supplire alla necessità di sfogo e di supporto che non ricevo dal mondo esterno che, giustamente, si oppone a questa mia vena autodistruttiva e sinistra.
"Le osservazioni e gli incontri di chi va attorno in silenzio sono al tempo stesso più sfumati e più netti del’uomo socievole, i suoi pensieri sono più gravi, più bizzarri, e mai esenti da un’ombra di tristezza. Impressioni, immagini, che si potrebbero facilmente scrollar via con un’occhiata, un sorriso, uno scambio d’opinioni, lo preoccupano oltre misura, s’approfondiscono nel silenzio, diventano importanti, si trasformano in avventura, episodio, sentimento. La solitudine fa maturare l’originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia. Ma genera anche il contrario, lo sproporzionato, l’assurdo e l’illecito" ci insegna Thomas Mann. E non ho mai trovato una sola motivazione per non apprendere da lui.
Si dia inizio alle danze,dunque.
Non so ancora quale tipo di alimentazione adotterò,da domani.
Una delle 'diete' migliori (almeno sulla mia pelle) è quella del minestrone..ma mangiando spesso fuori casa mi è impossibile cibarmi di sola insalatina (per quanto non mi dispiacerebbe).
Deciderò il prima possibile.
Bye bye
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